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1 - Descrizione e importanza della PMA Zeolite (Panaceo Micro Attivazione)

La zeolite è una roccia vulcanica che si è dimostrata essere un pratico bioregolatore per diversi utilizzi in medicina. In condizioni normali, i canali che attraversano il minerale si riempiono di molecole d’acqua e ioni (alcalini) elementari (Fig. 1).

Figura 1: Le strutture in lattice cristallino di SiO4 e AlO4 della zeolite. La zeolite vulcanica microporosa è attraversata da sottili canali cristallini di lattice (con diametro di circa 0,4 nm)[1].

Rispetto a quella artificiale, la zeolite naturale è caratterizzata da elevata stabilità termica e resistenza alle sostanze corrosive (per esempio, acidi, radiazioni ionizzanti)[2]. Le zeoliti naturali caricate di ioni non agiscono nell’organismo come “sottrattori di ioni” nel tratto digerente come invece succede alle loro copie sintetizzate artificialmente; le zeoliti formatesi naturalmente legano soltanto i metalli pesanti e gli ioni di alluminio dell’ambiente circostante, rilasciando al contempo gli ioni alcalini contenuti nel lattice cristallino (Mg2+, Ca2+, K+, Na+). Carica di queste sostanze nocive, la zeolite viene quindi espulsa attraverso il tratto gastrointestinale, senza interferire con il metabolismo del corpo.

[1]Hecht K., Hecht-Savoley E. (2008) Naturmineralien, Regulation, Gesundheit, Schibri-Verlag Berlin-Milow
[2] Tsitsishvili GV, Andronikasvili TG, Kirov GN, Filizova LD (1992): Nature Zeolites. Elis Horwood Chichester
 

Gli studi condotti hanno mostrato la straordinaria proprietà di questo silicato di alluminio di legarsi alle sostanze inquinanti e favorire la salute. Esso viene attivato attraverso uno speciale processo di micronizzazione PMA – Panaceo Micro Attivazione. Nel prossimo capitolo (II) descriveremo più dettagliatamente tale processo di attivazione.

Ai fini dell’utilizzo in medicina sono particolarmente importanti le seguenti caratteristiche della zeolite[3]:

  • La funzione di setaccio molecolare – La dimensione ridotta del sistema di cavità della zeolite è di 4 Å (0,4 nm); ciò consente di separare determinate molecole in funzione delle loro dimensioni e della loro forma.
  • Scambio selettivo di ioni – La peculiare struttura cristallina della zeolite nell’organismo le consente di legare sostanze tossiche quali  ammoniaca, metalli pesanti, radicali liberi, tossine e radionuclidi; queste sostanze vengono quindi espulse attraverso l’apparato digerente.
  • Funzionalità degli assorbenti – Attraverso l’assorbimento di sostanze bioattive si ottiene un’attivazione enzimatica e quindi una funzione catalizzatrice. Gli assorbenti hanno un effetto doppiamente positivo, in quanto essi sono in grado di aumentare la biodisponibilità dei minerali forniti e, pertanto, possono garantirne la bioequivalenza.

[3] Hecht K., Hecht-Savoley E. (2008) Naturmineralien, Regulation, Gesundheit, Schibri-Verlag Berlin-Milow (in tedesco)

 

Panoramica sui meccanismi di azione della PMA ZEOLITE contenuta in Detozeo Basic Detox:

  • La PMA zeolite Clinoptilolite PMA contenuta nel DETOZEO BASIC DETOX non è tossica e non dà effetti collaterali – ciò è stato confermato attraverso test tossicologici su vasta scala conformi agli standard OECD[4].
  • La rete metabolica dell’organismo non è influenzata perché la zeolite non viene assorbita a livello sistemico. Si tratta di un prodotto medicinale e non di un farmaco.
  • Agisce principalmente nel tratto gastrointestinale, funzionando come un filtro attivo.
  • Non interagisce con altre medicine (compresi gli immunosoppressori).
  • Fornisce una protezione cellulare attiva (effetto antietà) riducendo la formazione delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) nel tratto gastrointestinale dal momento che neutralizza i metalli di transizione.
  • DETOZEO BASIC DETOX agisce come coadiuvante nella chemioterapia e nel trattamento radiologico, oltre che come corroborante nei casi di grave malattia.
  • Cattura gli inquinanti presenti nel tratto gastrointestinale (quali tossine, radicali liberi, metalli pesanti e ioni ammonio), che passano quindi nelle feci. In tal modo, DETOZEO BASIC DETOX ripulisce dalle sostanze nocive una superficie con un’area di circa 400 m2 (alleviando pertanto il lavoro del fegato). Le sostanze nocive accumulatesi nel tessuto adiposo fluiscono lentamente attraverso il sistema circolatorio e linfatico.

[4]Pavelic K. (1999) Toxicity studies of tribomechanically activated micronized mineral zeolite, School of Medicine, University of Rijeka

2 - L’invenzione: cosa c’è dietro l’attivazione del minerale?

La zeolite naturale usata nei prodotti DETOZEO BASIC DETOX con PMA Zeolite viene frantumata mediante un processo unico al mondo. È stato dimostrato che le proprietà biofisiche degli ingredienti attivi naturali possono essere moltiplicate attraverso uno speciale processo di micronizzazione ottenuto generando delle collisioni controllate tra le particelle di zeolite. I macchinari utilizzati per la micronizzazione – noti anche come attivatori – sono stati studiati, progettati e realizzati da un team indipendente di scienziati. Si tratta fondamentalmente di macine a perno che ruotano in senso opposto, molto efficaci per micronizzare la zeolite. L’attivazione si produce mediante l’accelerazione delle particelle di zeolite che entrano reciprocamente in collisione ad alta velocità. Attraverso la micronizzazione, viene moltiplicata tanto la superficie di contatto delle particelle quanto la loro carica superficiale negativa. Pertanto, l’area superficiale della zeolite attivata viene aumentata da 3 metri quadri per grammo a circa 1000 metri quadri per grammo. Questo rende la zeolite naturale attivata più efficace nello scambio ionico e nel filtraggio molecolare rispetto alla zeolite naturale “allo stato puro”. Attratte dalla carica negativa, le tossine caricate positivamente vengono catturate con una forza ancora maggiore. La maggiore area superficiale delle particelle attivate rende il setaccio molecolare più efficiente dal momento che ingerendo la stessa quantità di zeolite è possibile ottenere un effetto molto maggiore.

3 - Panoramica sui meccanismi di azione e sulle applicazioni della zeolite attivata

La capacità adiuvante della zeolite nella chemioterapia e nella terapia radiologica oltre che la sua capacità di agire come corroborante in caso di malattia grave è dovuta alle seguenti caratteristiche:

  1. Proprietà idrofile: Grazie alla sua elevata capacità (circa il 39%) di legarsi all’acqua, la zeolite può essere utile nei casi di gravi ustioni, herpes labiale, herpes zoster, gonfiore causato da distorsioni, fistole, ulcere aperte, periodontite, gonfiore della mucosa orale, infiammazione e acne pustolosa. Un grammo di polvere di zeolite attivata corrisponde a una superficie di circa 1000 metri quadri. Grazie alla sua elevata capacità di legame, la zeolite attivata può essere usata anche per il trattamento della diarrea. 
  1. Capacità di scambio e assorbimento ionico della zeolite: Nel tratto gastrointestinale, la zeolite induce uno scambio tra, da un lato, ioni ammonio, ioni di metalli pesanti e ioni di metalli di transizione eventualmente presenti in conseguenza della digestione delle proteine e i cationi liberi intrappolati nella zeolite dall’altro, con i quali la zeolite ha una maggiore affinità (Na+, K+, Ca2+, Mg2+). Inoltre, la zeolite agisce come un setaccio molecolare e assorbe composti a basso peso molecolare (quali idrocarburi, anidride solforosa e ossidi di azoto) e micotossine. 
  2. Assorbimento di gas e odori: la zeolite è utile per assorbire odori e secrezioni, per esempio in caso di carcinoma metastatico maleodorante del seno, metastasi cutanee ulcerate e flatulenza conseguente a chemioterapia. 
  3. Riduzione dello stress cellulare (azione antiossidante primaria della zeolite): Data la sua azione antiossidante non enzimatica, la zeolite può essere usata come coadiuvante nel trattamento dei tumori (prevenzione delle mutazioni genetiche). Altre applicazioni di questo spazzino dei radicali liberi sono le malattie neurodegenerative, l’aterosclerosi, il diabete e i danni alle articolazioni, oltre che l’uso come possibile contromisura per i danni gravi alla membrana cellulare (attraverso la perossidazione lipidica). 
  4. Influenza positiva sulla formazione di cartilagini e ossa:I silicati svolgono un ruolo cruciale nella formazione delle cartilagini e delle ossa. L’iperacidità e le specie reattive dell’ossigeno (ROS) causano ossidazione delle proteine, perossidazione lipidica e sovraccarico del fegato, contribuendo significativamente allo stesso tempo allo sviluppo dell’osteoporosi. Studi preliminari hanno dimostrato che la zeolite è altamente efficace come bioregolatore nella formazione delle ossa e si è dimostrata in grado di indurre una riduzione dell’osteoporosi già esistente. Influenzando positivamente l’equilibrio del pH e riducendo lo stress ossidativo è possibile contrastare l’acidificazione dell’organismo.
  5. Effetto positivo sulle neuropatie indotte da chemioterapia: In base alle osservazioni in 40 casi documentati, l’assunzione di zeolite ha portato a una riduzione dei sintomi dolorosi o a una completa eliminazione del dolore (soprattutto durante la chemioterapia con farmaci derivati dal platino, taxani o epirubicina).
  6. Impatto positivo sulle funzioni epatiche:Assorbendo endotossine ed esotossine, la zeolite ha un effetto positivo su fegato grasso e cirrosi, lega la base dell’ammoniaca e accelera la rigenerazione epatica dopo la chemioterapia.
  7. Influenza positiva su grassi, colesterolo ed LDL nel sangue:La detossificazione del fegato attraverso la riduzione dell’ammoniaca è fortemente associata all’attivazione del metabolismo dei lipidi. Una ricerca specifica ha mostrato che attenuare lo sforzo epatico attraverso l’assunzione di zeolite porta a minori concentrazioni di trigliceridi, colesterolo ed LDL nel sangue. In senso più ampio, ciò implica anche la prevenzione delle angiopatie correlate.
  8. Emostasi:Ottenuta attraverso l’elevata capacità di questo minerale di trattenere l’acqua e la sua capacità di rilasciare ioni di calcio in una forma altamente biodisponibile.
  9. Guarigione delle ferite:Per favorire la guarigione delle ferite, la zeolite promuove e stimola la crescita dei macrofagi. In tal modo, la guarigione viene accelerata favorendo lo sviluppo capillare.
  10. Influenza positiva sull’equilibrio acido-basico: Alimentazione sbagliata, eccessiva attività fisica o una grave malattia possono portare all’acidificazione dell’organismo. L’impiego della zeolite può ristabilire un adeguato ambiente cellulare (secondo il Prof. Pischinger), un sistema regolatorio basico e, pertanto, ripristinare un livello equilibrato di pH. Attraverso lo scambio ionico, la zeolite attivata può contrastare l’acidificazione. Si noti che le sostanze nocive devono essere eliminate.

4 - Dispositivo Medico  DETOZEO BASIC DETOX  

La zeolite clinoptilolite naturale ha la capacità unica di ridurre fino al 50% la formazione di nuovi radicali liberi nel tratto gastrointestinale prima che essi possano incidere sulle cellule dell’organismo. Ciò rende la PMA Zeolite un “antiossidante primario” altamente efficace.

Piombo, mercurio, cadmio, cesio e un’ampia varietà di funghi vengono catturati nel tratto gastrointestinale ed espulsi dall’organismo. Allo stesso tempo, la zeolite fornisce al corpo minerali essenziali quali magnesio, calcio e potassio. Grazie alla sua capacità di assorbire l’ammoniaca, la zeolite clinoptilolite PMA può favorire in modo significativo una buona funzionalità epatica. Tale proprietà è dovuta alle sue capacità di scambio e assorbimento ionico.

DETOZEO BASIC DETOX si è dimostrato efficace nel favorire una guarigione più rapida, aiutando la funzionalità cellulare tramite la riduzione dello stress ossidativo e disintossicando l’organismo dopo l’assunzione prolungata di farmaci o la terapia radiologica attraverso il suo naturale effetto di sostegno e depurazione.

DETOZEO BASIC DETOX opera soltanto a livello fisico – ovvero non viene metabolizzato. Attirando gli agenti contaminanti e le tossine come un magnete, la zeolite viene di solito eliminata completamente dall’organismo in 24 ore. 

 

La tabella seguente mostra i meccanismi di detossificazione della zeolite naturale in relazione all’esposizione a diverse forme di tossine[5]:

 

SOSTANZE
EFFETTI
MECCANISMI DI DETOSSIFICAZIONE DELLA ZEOLITE
Endotossine batteriche
Intossicazione alimentare

 

 

Assorbimento nei macropori e mesopori della zeolite
Radicali liberi
Stress ossidativo
Metaboliti
Eliminazione attraverso:
Urea: prodotto finale del metabolismo delle proteine
Acido urico: prodotto finale del metabolismo delle purine
Creatinina: il prodotto finale del metabolismo muscolare
Citochine: fattori di crescita
Prodotti dell’acidosi:
lattato, corpi chetonici
Tossine esogene
Composti a basso peso molecolare (NH3, CH4)
 
 
 
 
Squilibrio acido-basico
Eccessiva concentrazione di macro e micro elementi biogenici
Squilibrio acido-basico
Scambio ionico

 

[5] Nach: Shalmina G et al. (2002) Sicherheit der Lebenstätigkeit. Ökologisch-geochemische und ökologisch-biochemische Grundlagen. Novosibirsk. 1-433 (in tedesco)

5 - Studi sulla detossificazione

Attraverso la combinazione dei meccanismi di azione della zeolite attivata menzionati nel Capitolo III (principalmente l’assorbimento e lo scambio ionico e l’aumento di superficie) si ottiene una detossificazione dell’intero organismo. Nel caso della zeolite clinoptilolite PMA questo effetto è significativamente maggiore rispetto alla zeolite non trattata.

L’azione detossificante della zeolite si basa in parte sulla riduzione del carico di detossificazione degli organi, in particolare il fegato e il tratto gastrointestinale. Lo spettro di effetti della zeolite si estende dalla sua capacità di legare aflatossine, micotossine, ammoniaca e metalli pesanti fino all’espulsione dei radionuclidi. Inoltre, la pelle, l’organo più grande dell’intero organismo e in grado di eliminare tossine e rifiuti ed assorbire ossigeno, può essere aiutata esternamente e internamente usando la zeolite.

Gli studi seguenti forniscono alcune indicazioni sugli effetti detossificanti della zeolite e il suo impiego in terapia.

5.1 - La zeolite si è dimostrata molto efficace contro un certo numero di microrganismi negli studi in vitro

Gli studi in vitro consentono di esaminare più da vicino gli effetti antibatterici e antifungini della zeolite; tali ricerche sono state condotte e hanno confermato l’efficacia detossificante della zeolite attivata. Questi studi hanno anche indagato sull’efficacia del minerale contro i microrganismi patogeni più comuni[6]:

• Gram-negativi: lo Pseudomonas aeruginosa (in Germania, questo microrganismo è il principale responsabile delle infezioni suppurative negli ospedali) e l’Escherichia coli (causa di malattie intestinali)

• Gram-positivi: lo Streptococcus e l’Enterococcus faecalis (entrambi causa di infezioni nosocomiali ed endocardite, oltre che di infezioni a carico della vescica, della prostata e dell’epididimo)

• Funghi: la Candida albicans (infezioni endogene delle membrane mucose)

L’elevata efficacia della zeolite grazie alla sua attività antibatterica e antifungina aiuta ad evitare il ricorso alla terapia farmacologica, la quale può comportare un affaticamento dell’intero organismo.

[6]C. Colella (2011) A critical reconsideration of biomedical and veterinary applications of natural zeolites, Clay Minerals, 46: 295-309.

5.2 - Risultati positivi nel trattamento dell’acne con zeolite e zeolite combinata con antibiotici

Nel trattamento classico dell’acne, viene sistematicamente riportata la presenza di ceppi resistenti di Propionibacterium che causano infiammazione acneica attraverso una colonizzazione eccessiva. La zeolite è stata testata per la sua proprietà di rilasciare zinco nell’uomo e come carrier dell’antibiotico eritromicina per uso esterno. Si è rilevato che la combinazione zeolite ed eritromicina è efficace contro i ceppi resistenti di Propionibacterium[7]. Inoltre, la zeolite si è dimostrata in grado di fornire un trattamento efficace dell’acne nei pazienti che utilizzano farmaci da applicazione esterna[8].

Assunta per via orale o applicata localmente (in forma di maschera o polvere), la zeolite attivata ha mostrato la sua efficacia contro l’acne, come osservato in uno studio pratico[9].

Una crema per la pelle con zeolite clinoptilolite PMA è stata sviluppata come trattamento integrativo nella terapia contro l’acne. Tale crema ha dimostrato anche risultati terapeutici eccellenti nel trattamento dei pazienti affetti da neurodermatite.

5.3 - Scambio di ammoniaca e detossificazione con la zeolite 

Dopo un pasto ricco di proteine, la concentrazione nel sangue degli aminoacidi aumenta considerevolmente. Gli aminoacidi vengono in gran parte assorbiti dall’intestino, ma se non sono ancora scomposti essi vengono assorbiti dal fegato che rappresenta l’organo principale per il loro metabolismo.

È soltanto attraverso il fegato che l’organismo può rilasciare ioni ammonio (NH4+), una neurotossina prodotta dal metabolismo degli aminoacidi glutammina ed alanina, e trasformarli nella molto meno tossica urea da espellere. Data la sua somiglianza chimica con il potassio, lo ione ammonio può bloccare permanentemente le sinapsi. Ecco perché l’ammonio agisce come una neurotossina in tutti gli organismi con sinapsi controllate dal potassio quando il meccanismo di detossificazione dell’organismo non funziona come dovrebbe.

Nel fegato, gli ioni ammonio rilasciati vengono combinati con l’urea per essere quindi espulsi, mentre le quantità residue di NH4+ perdute nel ciclo dell’urea vengono intercettate dagli epatociti perivenosi e rilasciate nuovamente nel sangue in forma di glutammina. I reni utilizzano la glutammina principalmente per rilasciare ammoniaca (NH3), la quale viene usata per neutralizzare l’urina acida. La formazione dell’urea, pertanto, ha lo scopo principale di mantenere bassa la concentrazione dell’ammonio nei fluidi corporali, dal momento che un aumento di NH3/NH4+ provocherebbe gravi danni cerebrali[1]

Inoltre, l’intestino, i reni e i muscoli hanno un ruolo importante nell’eliminazione dei tossici NH3/NH4+ (come mostrato nella Figura 2). La zeolite mostra i suoi molteplici effetti direttamente in questi organi adibiti alla detossificazione, riducendo la sollecitazione a carico dell’intero organismo.

[7]Cerri G et al. (2004) Zeolites in biomedical application: Zn-exchanged clinoptilolite-rich rock as active carrier for antibiotics in anti-acne topical therapy, Applied Clay Science 27: 141-150

[8]Araki H et al. (2009) Oil-based skin treatment composition. U.S. Patent, No. US2009/0269293 A1
[9] Dr. Triebnig, FA für Allgemeinmedizin und Chirurgie, Begleitende Krebsbehandlung, Villach (in tedesco)

 

5.3.1   L’efficacia dell’assorbimento dell’ammoniaca da parte della zeolite è stata determinata in vitro

Lo scambio di ioni ammoni in una soluzione acquosa è stato testato per la zeolite in diverse condizioni quali differenti valori di pH, dosaggi di zeolite, tempi di contatto, temperature e concentrazioni dell’ammonio[10]. La capacità di legame ottimale è stata rilevata con un’elevata concentrazione iniziale di ammonio e lunghi tempi di contatto. Inoltre, è stato individuato come ottimale per l’assorbimento degli ioni un pH pari a 6, mentre non si è rilevato alcun effetto legato alla temperatura. Ulteriori studi  hanno dimostrato l’eccezionale capacità di assorbimento della zeolite[11].

5.3.2   L’uso della zeolite attivata per favorire la rigenerazione in caso di cirrosi epatica

Il fegato non soltanto è un organo fondamentale del nostro metabolismo, ma è caratterizzato anche da una particolare capacità di rigenerazione. La funzione principale del fegato è quella di preservare l’adeguato funzionamento di tutti gli altri organi, in modo da assicurare l’eliminazione del NH4 + e controllare il metabolismo delle lipoproteine e del colesterolo. Se l’organismo è talmente sovraccarico di tossine da rendere non più sufficiente la funzione detossificante del fegato, è possibile che si sviluppi il fegato grasso, che può guarire con un adeguato trattamento.

Persino quando si arriva a sviluppare la cirrosi epatica, la rigenerazione delle cellule del fegato è ancora possibile. Con osservazioni a lungo termine, il Dott. Triebnig[12] e il Prof. Greilberger hanno dimostrato che la combinazione di zeolite attivata e acido α-chetoglutarico produce rapidamente dei benefici al fegato. Il legame con le tossine che si produce inizialmente nell’intestino attraverso la zeolite attivata, insieme ad una migliore respirazione cellulare, sembra essere l’elemento chiave per ottenere questi risultati. Nei test di laboratorio mensili sui pazienti, l’effetto positivo della zeolite attivata sui loro valori epatici è stato rilevato rapidamente.

 

[10] Karadag D et al. (2007) A comparative study of linear and non-linear regression analysis for ammonium exchange by clinoptilolite zeolite. Journal of Hazardous Materials 144: 432–437

[11]Sprynskyy et al. (2005) Ammonium sorption from aqueous solutions by the natural zeolite Transcarpathian clinoptilolite studied under dynamic conditions. Journal of Colloid and Interface Science 284: 408–415

[12] Dr. Triebnig, FA für Allgemeinmedizin und Chirurgie, Begleitende Krebsbehandlung, Villach (in tedesco)

5.4      Eliminazione dei metalli pesanti utilizzando la zeolite

In uno studio clinico su 22 soggetti è stato testato l’effetto di un trattamento con zeolite su malattie croniche la cui origine poteva essere attribuita a intossicazione da metalli pesanti. Durante il trattamento con zeolite per una durata da 7 a 30 giorni, campioni di urina e siero del sangue sono stati raccolti ed analizzati per individuare metalli pesanti ed elettroliti. Questo studio ha dimostrato che l’assunzione quotidiana di una sospensione di zeolite attivata è un modo sicuro ed efficace per eliminare i metalli pesanti dall’organismo tramite l’urina.

Mentre nel classico processo di detossificazione la rimozione dal siero degli elettroliti – importanti da un punto di vista fisiologico – comporta un rischio elevato, tutto ciò non è stato rilevato nella terapia a base di zeolite[13].

Analogamente, la zeolite si è dimostrata degna di nota per la sua capacità di assorbire specifici metalli pesanti quali cobalto,[14], rame [15] e fluorina,[16] oltre che per la sua provata serie di selettività che svolge un ruolo primario, specialmente per la detossificazione dell’organismo[17] [18].

Nell’ultimo decennio, si è dimostrato che piombo, cadmio, rame, cromo e nichel sono gli agenti inquinanti più ampiamente diffusi in Russia[19]. In uno studio russo su 157 soggetti è stata effettuata l’analisi dei capelli, rilevando che il 65,5% dei pazienti presentava livelli elevati di metalli pesanti nell’organismo. Dopo un trattamento di 30 giorni con zeolite attivata si è rilevata una significativa riduzione di tali sostanze [20].

In un altro studio è stata testata la capacità di assorbimento della zeolite in un modello dello stomaco e dell’intestino in tempo reale. È stato dimostrato che la zeolite conserva la sua eccellente capacità di legarsi ai metalli pesanti e rimane stabile, persino in uno stomaco con un pH acido pari a 1,5[21][22].

[13] Flowers J et al. (2009) clinical evidence supporting the use of an activated clinoptilolite suspension as an agent to increase urinary excretion of toxic heavy metals 1: 11-18

[14] Chmieleska-Horvathova E et al. (1992) Adsorption of cobalt on some natural zeolites occuring in CSFR. J Radioana. Nuc. Chem. Let. 166: 41-53

[15]Ecaterina D et al. (2010) Preparation and characterization of novel composites based on chitosan and clinoptilolite with enhanced adsorption properties for Cu2+ 101: 812-817

[16] Gaĭdash A et al. (2002) Protective effect of a zeolite enterosorbent in fluorine intoxication. Eksp Klin Gastroenterol. 292-5

[17] Lucia Z. et al. (2006) Comparison of Zn2+, Cd2+ AND Sr2+ sorption characteristics for clinoptilolite and mordenite. Proceedings of the International Symposium on Trace Element in the Food Chain: 135-139

[18] Sen S. et al. (2011) Kinetics of adsorption of metal ions on inorganic materials: A review. Adv Colloid Interface Sci. 162:39-58

[19] Skalny, A.V., & Yesenin A.V. (1996)

22 Bgatova, N.P. (2000) The use of BAS in organism detoxication. Novosibirsk, Zhakov, Y.I. (2003) Clinical testing of the influence of Biologically Active Supplements (BAS) „Litovit“ on the possibility of heavy metals excretion from the organism. Chelyabinsk.

[20] Skalny, A.V., & Yesenin A.V. (1996)

[21] Bgatova, N.P. (2000) The use of BAS in organism detoxication. Novosibirsk, Zhakov, Y.I. (2003) Clinical testing of the influence of Biologically Active Supplements (BAS) „Litovit“ on the possibility of heavy metals excretion from the organism. Chelyabinsk.

[22]Dr. Martin, Wolfener Analytik GmbH, Produktion - Forschung - Umwelt, Bitterfeld

5.5      Assorbimento di aflatossine ed enterotossine

L’impiego della zeolite nell’intossicazione, tanto preventivamente quanto in terapia dopo l’aggiunta di organofosfati tossici, è stato testato con successo nei ratti [23].

Altri esperimenti hanno testato l’efficace assorbimento da parte della zeolite delle tossine del colera e delle enterotossine del patogeno intestinale E. coli. Questi ceppi di batteri attaccano l’intestino e sono spesso causa di intossicazioni alimentari seguite da gastroenterite. Soprattutto nei bambini, il trattamento con zeolite attivata si è dimostrato efficace nei casi di diarrea improvvisa, dal momento che è stato possibile ridurre l’attività delle enterotossine [24][25].

Inoltre, l’effetto antiossidante della zeolite è stato testato con diversi valori di pH (1,7 e 10), nei quali si è dimostrata efficace nell’assorbimento dell’aflatossina B1, lo zearalenone, l’ocratossina A e gli alcaloidi peptidici[26].

[23] Mojzis J et al (1994) Preventive effect of zeolite in VX poisoning in rats Vet Med 39:443-9

[24] Herrera P et al. (1995) Investigation of cholera toxin adsorption by phyllosilicate clays. Toxicologist 14:75-75

[25] Ramu et al. (1997) Adsorption of cholera and heat-labile Escherichia coli enterotoxins by various adsorbents: An in vitro study. J. Fd. Protect. 60:1-5

[26] Tomašević-Čanović M et al (2003) Surfactant modified zeolites - new efficient asorbents for mycotoxins. Microporous and Mesoporous Materials 61:173-180

 

5.6      Espulsione dei radionuclidi

Come scambiatore di cationi, la zeolite ha la capacità di legare sostanze radioattive  ed espellerle dall’organismo. Hanno dimostrato un’elevata capacità di legame soprattutto il cesio e lo stronzio, che sono in cima alla gamma di assorbimento della zeolite[27] [28].

In particolare, l’espulsione delle sostanze radioattive che causano gravi danni a lungo termine quali il cancro al testicolo o osseo assume sempre più importanza in un’epoca caratterizzata dall’utilizzo dell’energia nucleare.

[27] Akhalbedashvili L (2006) Cs+ and Sr2+ ion exchange properties of irradiated and chemically modified clinoptilolite. Zeolite ‚06-7th International Conference on the Occurrence, Properties, and Utilization of Natural Zeolites.

[28] Jablonski JM L (2006) Sorption of gases, cesium, and strontium by clinoptilolite-rich zeolites. Zeolite ‚06-7th International Conference on the Occurrence, Properties, and Utilization of Natural Zeolites.

5.7      Equilibrio acido-basico

La situazione ideale nella quale il sangue fluisce in un equilibrio acido-basico ottimale oggi è presente di fatto soltanto nei neonati. Nel caso in cui ci sia un grave squilibrio acido-basico, per esempio attraverso un aumento della concentrazione dei metaboliti acidi dovuto a lattato o corpi chetonici, può prodursi acidosi. Un costante aumento delle concentrazioni acide porta a danni locali da acidosi nei tessuti, che hanno a loro volta un ruolo nei danni a carico degli organi[29]. Attraverso l’azione detossificante della zeolite attivata e un intervento nei processi ossidativi del metabolismo si produce un effetto armonizzante dell’equilibrio acido-basico e, pertanto, l’intero organismo è protetto dai danni causati dall’acidosi.

[29] Worlitschek M (2007) Praxis des Säure-Basen-Haushaltes: Grundlagen und Therapie, Haug Verlag (in tedesco)

5.7.1   Uno studio in doppio cieco ha dimostrato la riduzione dell’acido lattico e il miglioramento delle prestazioni con l’assunzione di zeolite

Il lattato è un metabolita che regola i cambiamenti nella produzione di energia dell’organismo. Esso influenza indirettamente la distribuzione delle risorse energetiche e migliora la produzione di energia ossidativa dell’organismo. La produzione di lattato e la sua scomposizione consentono all’organismo di adattarsi temporaneamente allo stress[30]. In caso di carichi di stress più elevati, si produce uno squilibrio nell’organismo, l’equilibrio della reazione cambia e l’acido lattico si accumula nei muscoli che lavorano. L’utilizzo di grassi per ottenere energia diventa quindi sempre più secondario via via che il sistema di utilizzo del lattato viene sconvolto.

Grazie alla loro grande superficie, le particelle di zeolite attivata hanno un effetto detossificante. Se assunte come profilassi, esse neutralizzano il processo di acidificazione, come descritto nello studio seguente. In spettroscopia UV si è inoltre osservato che la zeolite non incide sulla concentrazione o sulla stabilità dell’enzima digestivo pepsina nello stomaco[31].

L’azione della zeolite clinoptilolite PMA  è stata testata sulle prestazioni fisiche dei corridori[32]  nell’ambito di uno studio in doppio cieco randomizzato (condotto dal Dott. Knapitsch e da Schmölzer M.A. e valutato dal Professor Bachl). Lo studio si concentrava sull’effetto della zeolite attivata in relazione alla concentrazione di lattato nel sangue.

I risultati di questo studio sul lattato in relazione al trattamento con zeolite in 24 pazienti ha evidenziato una riduzione della concentrazione di lattato tra il 6,55% e il 25,95% (con una media del 18,12%) dopo una settimana e  tra il 2,80% e il 47,95% (con una media del 28,37%) dopo la seconda settimana. Inoltre, è stato osservato uno slittamento a destra nella curva lattato (o frequenza cardiaca)/prestazione e, pertanto, un miglioramento delle prestazioni di resistenza. Ciò è stato accompagnato anche da una riduzione delle catecolamine nel sangue, comportando una riduzione dell’attività simpaticotonica e, pertanto, una ridotta “risposta allo stress”.

Attualmente sono in fase di svolgimento ulteriori studi sui ratti per conoscere meglio l’incidenza della zeolite sui processi metabolici. Questi studi sono anche finalizzati ad indagare meglio sull’effetto detossificante della zeolite usando micro-array di RNA in condizioni di laboratorio controllate.

[30] Brooks GA (2008) Laktat als metbolisches Signal der Genexpression. Dtsch. Z. Sportmed. 59: 280-286 (in tedesco)

[31] Rivera A et al. (1998) Micropor Mesopor Mater 24:51–58

[32] Abteilung: Sportmedizinische und Sportwissenschaftliche Ordination Dr. Knapitsch Schmölzer, Mag., A-9020 Klagenfurt;  Bewertung Prof. Dr. Norbert Bachl (Universität Wien, Zentrum für Sportwissenschaft und Universitätssport) (in tedesco)

5.7.2   Diarrea

I villi intestinali bloccano l’assorbimento degli acidi e, pertanto, sono attivi dopo un pasto ricco di acidi, determinando quindi l’insorgenza della diarrea. Nella maggior parte dei casi, la diarrea è una misura di emergenza dell’organismo finalizzata a proteggerlo da importanti malattie sistemiche o persino dalla morte. Di fatto, il restringimento dei villi intestinali impedisce l’ingresso di tossine ed agenti patogeni[33]. Per ridurre questa reazione intestinale e prevenire un’acidosi acuta, è consigliabile assumere sostanze assorbenti come la zeolite attivata  – efficace grazie alla sua ampia superficie.

Cercando uno stimolante immunizzante e nutrizionale generale per migliorare la resistenza alla malattia nei maiali, la zeolite attivata è stata aggiunta al loro mangime. Usando diversi metodi quali la citometria di flusso, l’immunoistologia e la morfometria, è stato possibile misurare un aumento dei parametri immunitari nel sangue. Inoltre, il gruppo alimentato con zeolite si è dimostrato meno predisposto alla diarrea [34].

Tramite osservazioni pratiche a lungo termine sull’azione della zeolite attivata (effettuate dal Dott. Triebnig M.D.) in più di 2000 pazienti, gli effetti sulla digestione in un periodo di 10 anni sono stati osservati e documentati anche in casi medici [35]

Dopo la chemioterapia, alcuni pazienti soffrono di diarrea e, pertanto, presentano una perdita eccessiva di liquidi ed elettroliti con conseguente disidratazione e debolezza. Il risultato comune di tutto ciò è l’affaticamento. I pazienti sottoposti a colostomia sono quelli più colpiti. In questo caso entrano in gioco non soltanto la componente idrofila della zeolite naturale attivata, ma anche la sua capacità di fornire ioni all’organismo. Lo scambio ionico si produce nell’intestino, ovvero i contaminanti tossici vengono assorbiti dalla zeolite attivata e l’organismo riceve ioni essenziali quali Mg, Ca, K, Na. Ciò aiuta a detossificare le cellule epatiche, favorendo quindi la funzionalità del fegato  – il che significa meno nausea, meno vomito, ridotto affaticamento e minore inappetenza per il paziente. La zeolite attivata è inoltre in grado di legarsi ai composti di ammonio; ancora una volta, ciò è positivo per il fegato. I pazienti con un eccesso di NH4 possono avvertire capogiro, vertigini, i sintomi generali dell’intossicazione e scarsa concentrazione. Con la zeolite attivata usata come terapia aggiuntiva, i pazienti sono in grado di svolgere attività fisica: fare passeggiate, praticare sport, camminare all’aria aperta. Essi possono mangiare e bere normalmente, hanno una digestione più regolare e sono in grado di dormire meglio – in definitiva possono riprendersi meglio negli intervalli tra i cicli di chemioterapia e lottare contro la malattia con una mente, un corpo e un’anima più riposati. Di fatto sono in grado di godersi di più la vita. L’attività fisica in un ambiente ricco di ossigeno è nota per essere molto importante nei pazienti affetti da tumore.

[33] Worlitschek M (2007) Praxid des Säure-Basen-Haushaltes: Grundlagen und Therapie, Haug Verlag (in tedescon)

[34] Valpotic I (2010) Influence of clinoptilolite (Vetamin) preparation on production and immunological parameters in weaned pigs. University of Zagreb, Croatia

[35] Dr. Triebnig, FA für Allgemeinmedizin und Chirurgie, Begleitende Krebsbehandlung, Villach (in tedesco)

5.8      Guarigione più rapida dalla sindrome da intestino irritabile con l’assunzione di zeolite

I sintomi della sindrome da intestino irritabile sono molto vari e lo stesso può dirsi per l’identificazione delle cause della malattia. Che questa malattia possa essere curata soltanto attraverso un approccio medico olistico appare subito evidente se si considera l’elenco dei farmaci consigliati. I medicinali attualmente disponibili non risolvono il problema e, allo stesso tempo, possono spesso creare nuovi problemi dovuti ai loro pesanti effetti collaterali[36].

Gli effetti benefici della zeolite attivata nei casi di sindrome da intestino irritabile sono stati rilevati principalmente durante un trattamento di detossificazione F.X. Mayr. In aggiunta al concetto di trattamento terapeutico olistico per alleviare lo sforzo e ripulire il tratto digerente, una guarigione più rapida è stata ottenuta usando la zeolite clinoptilolite PMA (in polvere e in capsula nei casi più gravi). Il Dott. Norbert Schulz M.D. ha usato questo trattamento detossificante combinato con una somministrazione aggiuntiva di zeolite per diversi anni in molti delle sue migliaia di pazienti e ha potuto osservare un effetto positivo sull’intestino, sia soggettivo che oggettivo[37].Rispetto a casi simili trattati in precedenza senza zeolite attivata, i pazienti affetti da sindrome da intestino irritabile hanno mostrato una guarigione significativamente più rapida.

[36] Shah, E., Kim, S., Chong, K. & Lembo, A. (2012) Evaluation of harm in the pharmacotherapy of irritable bowel syndrome. Pimentel M. Am J Med. 125:381-93.

[37] Schulz, N. (2007) Praxisbericht betreffend der Einnahme des Präparates: Panaceo med im Rahmen des Reizdarmsyndroms, Haus der Gesundheit, Reifnitz (in tedesco)

5.9      La terapia di supporto con zeolite nei casi di disordini alimentari comporta un miglioramento dei valori epatici e renali

Studi recenti suggeriscono che circa l’8% delle giovani donne austriache tra i 15 e i 35 anni di età soffrono di disordini alimentari. Come parte di un trattamento residenziale per diverse forme di disordini alimentari (anoressia nervosa e bulimia nervosa), uno studio pratico è stato condotto con la zeolite attivata sotto la guida del Dott. Gustav Raimann M.D. e dello psicologo clinico Dott. Dieter Weber[38]. Durante il ricovero delle pazienti, sono stati rilevati diversi valori ematici (marker per il sistema immunitario, il fegato, i reni, l’apparato digerente e il metabolismo dei lipidi), insieme a misurazioni corporee e dell’evacuazione.

I risultati di questo studio, valutati in cieco, mostrano un miglioramento significativo dell’indice di massa corporea (Fig. 4) e dei parametri epatici e renali (ALT, AST, yGT, creatinina, Fig. 3). Ciò ha mostrato quindi che la zeolite non soltanto protegge il fegato, ma può anche portare a una più rapida normalizzazione e recupero della funzionalità intestinale.

Figura 3: Quadro della funzionalità epatica e renale. I dati mostrano che il trattamento con zeolite ha portato a una significativa riduzione dei marker.

Fig. 4. Rispetto al gruppo di controllo, il gruppo di prova trattato con zeolite come trattamento di supporto ha mostrato un aumento aggiuntivo dell’IMC durante l’ospedalizzazione pari al 32,3%. Dopo la dimissione (e pertanto la sospensione dell’assunzione di zeolite), le pazienti hanno mostrato un ulteriore aumento dell’IMC pari soltanto al 5,38% all’esame di follow-up (dopo 6 mesi).

[38] Weber D et al. (2012) Studie zum Einsatz des Zeoliths bei der adjuvanten Therapie von Essstörungen im speziellen in Bezug auf den BMI sowie Leber & Nierenparameter, Privatkrankenanstalt „Kurheim Paracelsus“, Warmbad-Villach (in tedesco)

5.10    Stress ossidativo – Intossicazione da radicali liberi

Entro certi limiti lo stress ossidativo è normale e vitale. Nel mondo moderno tuttavia i livelli di inquinamento sono sfortunatamente in aumento e ciò porta a sua volta alla formazione di radicali liberi in eccesso – così tanti che il nostro organismo non è più in grado di trasformarli adeguatamente. In una certa misura, i radicali liberi vengono prodotti in tutti gli organismi umani. L’aumento della produzione di ROS è causato da tossine ambientali (agenti inquinanti dell’aria, metalli pesanti, pesticidi), radiazioni UV, una dieta ricca di grassi, cibi e bevande raffinati di tutti i tipi (compresi tabacco e alcol), un’attività fisica insufficiente e persino la metabolizzazione di diversi farmaci (per esempio, i contraccettivi orali).

Il sito d’azione della zeolite è il tratto gastrointestinale e, dal momento che la zeolite non viene assorbita, essa riduce il danno ossidativo da parte dei radicali liberi in quel punto (per esempio, riduzione della perossidazione lipidica) attraverso la sua struttura microporosa e la sua capacità di legare i cationi per via fisica. La zeolite attivata è un antiossidante primario non enzimatico estremamente potente, che attraverso l’assorbimento (neutralizzazione) dei catalizzatori che inducono lo stress (i metalli di transizione che causano la formazione dei radicali liberi), riduce significativamente la nuova formazione di radicali liberi. L’organismo viene quindi protetto dai danni derivanti dalle reazioni nella catena ossidativa.

I danni risultanti possono causare la formazione di radicali liberi nelle molecole biologiche:

  • Mutazioni genetiche che possono causare la formazione di tumori
  • Invecchiamento precoce
  • Malattia di Alzheimer
  • Malattia di Parkinson
  • Enfisema polmonare, soprattutto nei fumatori a causa della maggiore formazione di NO (ossido nitrico)
  • Gravi danni alla membrana cellulare attraverso la perossidazione lipidica, come nel caso dell’arteriosclerosi
  • Danni a carico delle articolazioni attraverso gli effetti negativi sulle membrane sinoviali e molto altro

Lo stress ossidativo a carico dell’organismo può essere evidenziato e misurato mediante test di laboratorio oltre che valutando la variabilità della frequenza cardiaca. Le persone con livelli elevati di stress soffrono di insonnia e perdono la capacità di concentrarsi, si sentono esauste e sotto pressione e agiscono costantemente a piena velocità; ciò significa che l’equilibrio tra il sistema nervoso simpatico e parasimpatico è gravemente alterato. Da ultimo, questa condizione può portare a uno sfinimento totale, persino al collasso, come sperimentato dai pazienti dopo anni di chemioterapia e persino dagli atleti non adeguatamente allenati. Il sistema simpatico prevale e vengono a mancare le fasi di riposo. L’utilizzo della zeolite attivata può essere d’aiuto.

Lo stress ossidativo è uno squilibrio tra l’esposizione ai radicali liberi e i meccanismi di protezione antiossidante ed è un fattore concomitante nello sviluppo di numerose malattie quali aterosclerosi (e conseguentemente attacco cardiaco e ictus), diabete, cataratta, reumatismi, invecchiamento precoce, malattie neurodegenerative, tumori maligni e molte altre.

Attraverso un test DPPH (1,1-difenil-2-picrilidrazile) è stato possibile testare in vitro le proprietà antiossidanti della zeolite attivata [39]. Dopo l’aggiunta di un generatore di radicali (azocomposto DPPH)[40], si è proceduto a testare la capacità della zeolite di legare i radicali perossidici cationici (Fig. 4). La durata delle cosiddetta lag phase (ritardo di fase) dipende dalla concentrazione degli antiossidanti e dall’intensità dello stress ossidativo. Pertanto, antiossidanti aggiuntivi possono intrinsecamente estendere la lag phase o ritardare la velocità dell’ossidazione.

La Figura 5 mostra chiaramente che con concentrazioni crescenti di zeolite è possibile prolungare anche la lag phase. Ciò dimostra l’effetto antiossidante diretto della zeolite attivata[41].

Come spiegato ulteriormente nello studio “Study of the Antioxidant Activity of Panaceo“[42] a cura del Dott. Peter M. Abuja, la perossidazione lipidica è probabilmente il più importante processo legato ai radicali liberi che porta allo stress ossidativo. L’aumento di perossidi lipidici organici postprandiali (dopo i pasti) viene assorbito nell’intestino tenue ed espulso nel flusso sanguigno. La zeolite clinoptilolite PMA induce una formazione ridotta dei prodotti dell’ossidazione lipidica organica nel tratto gastrointestinale. Anche se la modalità specifica e il punto preciso dell’azione della zeolite vengono valutati in modo leggermente diverso dai vari ricercatori, essi concordano sul fatto che la ridotta formazione di radicali liberi rilevata nelle ricerche sull’impiego della zeolite non sia causata da una reazione chimica ma piuttosto basata su un meccanismo fisico. Il beneficio per l’utilizzatore è la riduzione dei radicali liberi, come mostrato chiaramente in tutti gli approcci.

Dal momento che i radicali liberi sono molto instabili e non possono essere misurati quantitativamente (o sono molto difficili da quantificare), la portata del danno da radicali liberi può essere valutata soltanto mediante la determinazione della perossidazione lipidica.

[39] Abuja, P.M. (2006) An investigation of the antioxidant activities of PANACEO, TU Graz, Institut für Biophysik und Röntgenstrukturforschung

[40]Cuvelier, M. E., Richard, H., & Berset, C. (1992) Biosci.  Biotech. Biochem. 56, 324-325.; Hogg, J. S., Lohmann, D. H., & Russell, K. E. (1961) Can.  J. Chem. 39, 1588-1594. (in tedesco)

[41] Abuja, P.M. (2006) An investigation of the antioxidant activities of PANACEO, TU Graz, Institut für Biophysik und Röntgenstrukturforschung (in tedesco)

[42] Abuja, P.M. (2006) An investigation of the antioxidant activities of PANACEO, TU Graz, Institut für Biophysik und Röntgenstrukturforschung (in tedesco) 

 

5.11    Effetti della zeolite sul metabolismo dei lipidi

I disturbi del metabolismo lipidico rappresentano la causa di malattie che sono strettamente legate al nostro attuale stile di vita e le più comuni nel mondo odierno – obesità, diabete, malattia del fegato grasso, arteriosclerosi. Queste malattie possono essere anche fattori che contribuiscono all’infarto e all’ictus.

Esperimenti sugli animali hanno mostrato che la zeolite è in grado di riportare i livelli elevati di colesterolo, trigliceridi e LDL a livelli normali. Un effetto altrettanto positivo può essere osservato nell’uomo[43].

C’è comunque un’eccezione: i pazienti con ipercolesterolemia ereditaria; nonostante l’attività fisica e un’alimentazione sana, essi soffrono comunque di aterosclerosi progressiva. In questo caso, lo scopo della somministrazione di zeolite attivata è la prevenzione e il ritardo della calcificazione vascolare. L’aterosclerosi già esistente non può essere eliminata.

[43]Pavelic K. unpubliziert, Scuola di Medicina, Università di Fiume

5.11.1  Attivazione metabolica nel diabete

A causa dell’assunzione eccessiva di calorie e della mancanza di esercizio, nel mondo occidentale industrializzato molte persone soffrono di disturbi metabolici come la sindrome metabolica (una combinazione di obesità, alti livelli di grassi nel sangue, pressione sanguigna elevata e diabete di tipo 2). Nel corso del tempo, il conseguente diabete può causare danni nervosi e vascolari quali aterosclerosi, neuropatia e malattia renale. Nei diabetici si sviluppa anche un’iperacidità sistematica del corpo. Con l’eccezione dei disturbi metabolici ereditari, la zeolite produce effetti positivi favorendo un ambiente cellulare sano a tutti i livelli dell’organismo, mentre nei pazienti diabetici favorisce naturalmente la fisiologica capacità regolatrice.

In uno studio pratico a lungo termine condotto dalla Dott.ssa Triebnig[44] si è osservato che la combinazione di zeolite attivata con OPC da estratto di semi d’uva ed estratto di turmerico (curcuma) porta ad un significativo miglioramento dei valori lipidici. Nel lungo termine, l’utilizzo regolare della zeolite porta ad una riduzione significativa dei danni alla parte vascolare interna, dal momento che vengono ridotti i livelli di lipidi nel sangue. In questi casi, la zeolite può prevenire la sclerosi vascolare o almeno ritardarla.

L’effetto benefico della zeolite nel diabete può ancora una volta essere spiegato attraverso il sostegno fornito al fegato, in particolare mediante l’eliminazione di ammoniaca tossica. Attraverso i cambiamenti vascolari nei reni (nefropatia diabetica) può prodursi un danno significativo al fegato, il quale non è più in grado di detossificare l’organismo in modo efficiente.

I pazienti diabetici presentano un maggior rischio di sviluppare osteoporosi. Ciò è dovuto alla minore concentrazione dell’ormone insulina e di altri fattori di crescita che stimolano la nuova formazione ossea