Menu
 

Lipoperossidi

La pelle rappresenta un organo che, per estensione e complessità, gioca un ruolo determinante nell’economia generale dell’intero organismo. Quest’ultimo, grazie ad essa, è costantemente in contatto con l’ambiente esterno con il quale scambia informazioni di ogni tipo ed elabora delle risposte finalizzate a mantenere la propria omeostasi. Purtroppo, la pelle rappresenta anche un organo ampiamente esposto a noxae patogene di natura fisica, chimica e biologica, endogene e esogene, che possono alterarne in varia misura la struttura e/o la funzione, attraverso una serie di meccanismi lesivi, tra i quali gioca un ruolo determinante lo stress ossidativo. Con questa espressione si intende la perdita del fisiologico equilibrio tra la produzione e l’eliminazione, da parte dei sistemi di difesa antiossidante, delle cosiddette specie reattive dell’ossigeno (reactive oxygen species, ROS). In particolare, la semplice esposizione della pelle alle radiazioni solari favorisce non solo la generazione di ossigeno singoletto ma anche la scissione fotolitica delle molecole d’acqua presenti nei vari strati cutanei con liberazione, da esse, del radicale idrossile. Il conseguente attacco delle diverse molecole organiche suscettibili (in particolar modo, ma non esclusivamente, gli acidi grassi insaturi) genera i perossidi, in particolare gli idroperossidi lipidici o lipoperossidi (LOOH), che si riversano sia nel sangue sia nei liquidi extracellulari e, quindi, sulla superficie cutanea, ove si raccolgono nel film lipidico che riveste l’epidermide, nel sebo e nel sudore, a testimoniare l’avvenuto insulto ossidativo. I lipoperossidi, però, rappresentano non solo semplici “spettatori” ma anche potenziali amplificatori del danno subito dalle cellule e dalla matrice extracellulare nei vari strati della pelle. Infatti, in condizioni di acidosi, a causa del rilascio del ferro dai depositi tissutali, essi possono essere trasformati, per effetto della reazione di Fenton, in radicali alcossili e perossili altamente reattivi e, quindi, fortemente istolesivi. Di qui, l’ulteriore aggravamento del danno iniziale che, se non tempestivamente corretto, può estendersi a macchia d’olio, accelerando il processo dell’invecchiamento e favorendo l’insorgenza o aggravando il decorso di numerose patologie, locali e sistemiche. Per avere un’idea della gravità di questo fenomeno basti considerare che dalla fotolisi completa di appena 18 grammi di acqua si generano circa 6,02 x 1023 radicali idrossili. Per questo motivo, la pelle costituisce uno degli organi sul quale da tempo si concentrano gli interventi sia preventivi sia terapeutici proposti non solo dalla dermatologia classica ma anche dalla più moderna medicina estetica.