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La Glicazione

LA GLICAZIONE E L’INVECCHIAMENTO CUTANEO

Prima di ogni estate i maghi del marketing mettono in moto le meningi e iniziano a bombardarci con le pubblicità che indicano i raggi solari come la principale causa di invecchiamento cutaneo. E’ un argomento che spinge ogni anno milioni di persone ad acquistare le creme di protezione che, se di qualità, fanno un ottimo lavoro. Quindi siamo tutti d’accordo: i raggi UV (specie gli UVA) danneggiano la pelle. Esiste però un altro pericolo per la nostra pelle ed è un pericolo subdolo che non ci colpisce solo durante l’estate, quando ci esponiamo al sole, ma bensì 365 giorni all’anno e 24 ore al giorno. E’ un processo del quale si parla poco eppure accelera drasticamente l’invecchiamento cutaneo e provoca danni notevoli all’organismo. Si tratta della Glicazione, argomento per certi versi molto complesso e che cercherò, nei limiti del possibile, di semplificare.

Quando mangiamo una bella fetta di torta alla crema, quando addentiamo una bistecca cotta a brace, magari accompagnata da patatine fritte e beviamo una coca cola, ingeriamo elevate quantità di particolari sostanze che invecchiano precocemente la nostra pelle.

Gli zuccheri che ingeriamo con l’alimentazione entrano in circolo nel sangue e si “attaccano” alle fibre proteiche del collagene e dell’elastina, due proteine presenti nella struttura del derma responsabili nientemeno che dell’elasticità e della compattezza della pelle.

Successivamente, in una serie di reazioni chimiche a catena, il glucosio sintetizza i prodotti di glicazione avanzata chiamati AGE’s (Advanced Glycation Endproducts) che rendono rigido, e quindi più fragile, il reticolo dermico. Gli AGE’s vanno a disorganizzare le fibre proteiche del collagene e dell’elastina e il risultato è una cute meno elastica e più fragile.

Questo meccanismo fisiologico aumenta con il passare degli anni anche a causa della riduzione del numero dei fibroblasti, le cellule del derma deputate alla produzione delle fibre collagene e dell’elastina. Infatti, quando la donna entra nella fase pre-menopausale, in genere intorno ai 45 anni, il processo di glicazione si accentua con un conseguente assottigliamento della pelle e ulteriore perdita di elasticità. La glicazione inoltre rallenta i processi di rigenerazione e di riparazione cutanea.

Insomma, la glicazione è un processo altamente distruttivo e dannoso, specie per la pelle!

La domanda sorge spontanea: possiamo rallentare la glicazione? La risposta è si, controllando l’alimentazione e seguendo alcune semplici regole.

Insomma, bisogna fare attenzione a cosa mettiamo nel piatto: andrebbero evitate o fortemente ridotte le bevande zuccherate, i cibi ricchi di zuccheri raffinati, le carni grigliate ad alte temperature, tutti gli alimenti abbrustoliti e caramellati in quanto tutti ricchissimi di AGE’s. Un buon sistema è quello di consumare i dolci con moderazione, meglio se al mattino così l’organismo avrà tutto il giorno per metabolizzarli.

L’importanza dell’alimentazione viene evidenziata in uno studio del Centro Interuniversitario di Dermatologia Biologica e Psicosomatica dell'Università di Firenze, Milano e Siena, presentato a Saint Moritz durante la “Winter Academy of Dermatology and Oncology, rivela che se dimezziamo gli AGE introdotti attraverso l'alimentazione, miglioriamo del 13% dei segni e dei sintomi dell'invecchiamento cutaneo.

Dagli USA arriva una conferma allo studio Italiano con una ricerca condotta dall'Università della California su 37 persone, pubblicata di recente sulla rivista Annals of Nutrition and Metabolism. Essa dimostra che due mesi di una dieta a basso regime di AGE riduce di oltre il 10%. Moderare la quantità di Age introdotta con la dieta, infatti, significa limitare le reazioni a catena che portano ad accumularli nell’organismo.
Altre ricerche hanno dimostrato che la dieta può ridurre la profondità e il numero delle rughe, minimizzare le discromie cutanee, migliorare la texture della pelle; l'effetto è particolarmente marcato sulla pelle non esposta al sole e resta consistente anche tenendo conto di fattori che influenzano l'aspetto cutaneo, dal fumo all'alcol, dalle ore di sonno ai raggi UV, dall'uso di farmaci al livello di idratazione.

Alcuni medici Italiani dopo anni di ricerche hanno messo a punto una sostanza, del tutto naturale, che riesce a rimuovere dalla pelle gli AGE’s. Uno studio condotto su 20 soggetti nel quale è stato utilizzato un particolare strumento, clinicamente validato che “conta” gli AGE’s, ha accertato che ogni trattamento riduce mediamente del 20% gli AGE’s con picchi del 45%.

Questa sostanza oggi è disponibile all’interno della pasta Dermal Detox® un cosmetico funzionale che ha una marcata azione detossinante e antiossidante comprovata da studi clinico-laboratoristici.

L’utilizzo è semplice e basta applicarlo sulla cute per 20/30 minuti durante i quali la pasta Dermal Detox® si attiva e agisce come una calamita attirando e trattenendo gli AGE’s presenti nel derma. Al termine la pasta si rimuove dal viso con un semplice lavaggio. Gli effetti sono un’aumentata levigatezza, lucentezza e tonicità. I fumatori e le persone con una pelle rovinata dai raggi UV o da una dieta sregolata potranno constatare risultati ancor più marcati, dovuti alla grande quantità di AGE’s che la pasta Dermal Detox® riesce a rimuovere dalla cute di questi soggetti.

 

Tiziano Mirandola

Dir.Gen. Life&Beauty